Ma senza il dolce che Natale è ...?uauh!!

Ciao a tutti siamo Raffaella e Giuseppe .Riportiamo di seguito, gli appunti preziosi del nostro caro Orsetto Orsini, un vero amante e d estimatore di 'vini e dolci' :ne compra e sceglie di tutti i tipi.A presto , vi aspettiamo per un vostro parere!!!

Panettone, Pandoro o Panforte: a ciascuno il suo. Un dolce natalizio non può mancare sulla tavola a Natale. Bisogna rispettare la tradizione locale o scegliere secondo il proprio gusto? E magari preparare il dolce in casa con l’antica ricetta tramandata dalla nonna?

 

IL PANETTONE

 

Il panettone nasce a Milano ai tempi di Ludovico il Moro, e ancora oggi è prodotto secondo la ricetta di 500 anni fa. Le origini del panettone sfumano a tratti nella leggenda. Sono due le storie che godono di maggior credito:

1. Messer Ughetto degli Atellani, falconiere, abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, si fece assumere dal padre di lei come garzone e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, miele e uva sultanina. Poi infornò. Fu un successo strabiliante, tutti vollero assaggiare il nuovo pane e qualche tempo dopo i due giovani innamorati si sposarono e vissero felici e contenti.

2. Il cuoco al servizio di Ludovico il Moro fu incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato nel forno, quasi si carbonizzò. Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po' di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola.» Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti. Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L'è 'l pan del Toni». Da allora è il ‘pane di Toni’, ossia il ‘panettone’.

 

IL PANDORO

 

Diverse sono le credenze circa la nascita del Pandoro, il dolce veronese che con il panettone si contende il titolo di dolce natalizio per antonomasia.

Il nome pandoro descrive alla perfezione il colore della pasta, il giallo oro, conferitogli dalle uova. Leggero e soffice, come la pasta brioche, ha un sapore delicato e leggermente profumato di vaniglia. Qualcuno ne fa risalire la nascita nella Repubblica Veneta del '500, quando si servivano, nelle ricche tavole, dolci di forma conica, ricoperti da foglie d'oro, chiamati appunto ‘Pan de Oro’.

Secondo altri l’origine deriva da un antico dolce, a forma di stella, che i veronesi consumavano a Natale: il ‘nadalin’.

La versione più recente sull'origine del pandoro lo lega invece alla Casa Reale degli Asburgo. Sicuramente fin dal '700-'800 erano note le due tecniche del croissant e del ‘Pane di Vienna’ che sono rimaste alla base della preparazione del pandoro. In particolare la lavorazione della brioche francese consisteva nell'alternare due o tre fasi d'impasto con pause di lievitazione, mentre quella del Pane di Vienna prevedeva di completare l'impasto aggiungendo una maggiore dose di burro con il sistema della pasta sfoglia, dove diversi strati di pasta vengono alternati a strati di burro, con il risultato che durante la cottura il dolce acquista volume.

 

Il Panforte

Il Panforte è un tipico dolce natalizio che ha origini molto antiche: le prime testimonianze scritte risalgono all'anno Mille.

A quel tempo veniva chiamato Pane Natalizio o Pane Aromatico o Pan Pepatus. La preparazione era demandata agli speziali, farmacisti dell'epoca, ed era destinato esclusivamente ai nobili, ai ricchi ed al Clero in considerazione al fatto che conteneva, oltre alle conce di arancia, cedro e melone, mandorle, droghe e spezie costosissime per quei tempi. Con il passare del tempo il Panpepato non subì sostanziali modifiche e gli ingredienti rimasero più o meno gli stessi, fino al 1879 anno in cui la regina Margherita andò in visita alla città di Siena.

Per l'occasione uno speziale preparò un panforte senza la concia di melone e con una copertura di zucchero vanigliato anziché di pepe nero. I senesi l'offrirono alla regina come Panforte Margherita, nome col quale questo panforte bianco, più delicato, è ancor oggi noto e commercializzato.

A cura di Orsetto Orsini

Commenti più recenti

06.12 | 22:07

osserva il link di questo curioso sondaggio:premi e curiosita ti attendono.Incollalo tra i tuoi preferuiti, se ti piace

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09.10 | 22:03

come funziona :?ci spieghi .grazie

...
19.06 | 23:48
Segreti-di valentina ha ricevuto 1
19.06 | 23:47
in momenti ha ricevuto 1
Ciao!
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